Mercoledì, 05 Luglio 2017 09:28

Tacchi e mal di schiena: facciamo chiarezza!

Si ai Tacchi: la schiena ringrazia!


Scarpe basse e infradito?

Sono comode ed estive, ma allo stesso tempo un pericolo incombente per piedi e caviglie.


A dispetto dell`opinione comune che vede nei tacchi veri strumenti di tortura per milioni di donne, due o tre centimetri di tacco possono invece aiutare ad avere una postura migliore per la colonna vertebrale, combattendo il tanto diffuso mal di schiena.


Spesso ai pazienti mi capita di consigliare di indossare tacchi di questa entità almeno 3 volte a settimana, per compensare anni e anni di converse e infradito.
Sia chiaro, nessuna scarpa è particolarmente sconsigliata, piuttosto occorre porre attenzione sull'uso che ne facciamo.


Se consideriamo che Il piede nasce libero non per camminare sull'asfalto o sul pavimento di casa, l'angolo naturale tra piede e terreno non è di 90 gradi come siamo abituati a pensare, ma di 100 gradi.

Un tacchetto basso è quindi un escamotage per consentire al piede di mantenere il giusto assetto articolare.
Tacchi troppo alti, invece, spostano il baricentro del corpo sulla parte anteriore della pianta. Inoltre 12 centimetri di tacco non corrispondono a 12 centimetri di altezza in più: aumenta la curvatura lombare, e ai problemi ai piedi si sommano poi i problemi alla colonna vertebrale.


L`ideale sarebbe alternare diversi tipi di calzatura in modo da consentire ai piedi di muoversi il più liberamente possibile: lunedì infradito, martedì sandali con il tacco basso e mercoledì, magari, zeppe.
Non dimentichiamoci poi di camminare scalzi! Per lo meno in casa e in spiaggia.


Le scarpe con i tacchi alti sono calzature molto amate dalle donne , soprattutto per le occasioni particolari.
E allora perché rinunciarci?
Certo, se consideriamo scarpe alte solo quelle con tacco 12, potremo utilizzarle raramente e con molta attenzione. Indossarle tutti i giorni non si rivela una gran scelta in termini di salute.
Ma se prendiamo in considerazione un tacco modesto di pochi centimetri, possiamo utilizzare questo tipo di calzature perfino tutti i giorni.

 

Questo non significa che il tacco 12 vada eliminato completamente dal guardaroba, tuttavia è importante imparare a farne un uso corretto e ad iniziare a considerarlo un po’ come il giorno di sgarro settimanale durante un regime dietetico dimagrante: Fondamentale, irrinunciabile, 1 massimo 2 volte a settimana.
Il tacco troppo alto infatti altera la naturale postura costringendo chi lo indossa, per evitare di cadere in avanti, ad adottare tutta una serie di compensazioni che si ripercuotono (negativamente) su molte strutture dell'organismo.


TACCHI ALTI E POSTURA


I tacchi, alzando il tallone, sbilanciano il corpo in avanti. Per evitare di cadere, la donna può effettuare due tipi di compensazione: la prima a livello del ginocchio, la seconda a livello della schiena.
Flettendo le ginocchia, queste si spostano in avanti, facendo traslare indietro il centro di gravità e riportandolo in equilibrio, sopra i piedi. La curva lombare si riduce e la curva dorsale si accentua.
Se invece le ginocchia non si flettono o si flettono poco, per non cadere è necessario inarcare la schiena portando indietro la parte alta del tronco.

 

Piedi e caviglie

Calzando scarpe con i tacchi, la pressione sull'avampiede aumenta di molto.
Questa pressione, associata alla forma della punta delle scarpe con i tacchi, che non rispetta la naturale fisiologia delle dita, costringendole in uno spazio troppo stretto, comporta un maggior rischio di sviluppare problemi alle dita e al piede.

Tra i problemi potenzialmente imputabili all’ uso eccessivo delle scarpe con i tacchi troppo alti ci sono :

• l'alluce valgo (diffusissimo tra le donne anziane) e le dita a martello;
• la deformità di Haglund (una osteocondrosi caratterizzata dalla crescita abnorme di tessuto osseo nel tallone, causato da continuo sfregamento);
• metatarsalgia (infiammazione cronica delle ossa dell'avampiede).
Questo per quanto riguarda i problemi cronici, poi ci sono gli eventi traumatici causati dalle cadute, con slogature della caviglia, in genere non gravi.

 

Ginocchia

La sollecitazione dell'articolazione del ginocchio aumenta sensibilmente quando si portano i tacchi alti.
I muscoli del polpaccio si accorciano utilizzando le scarpe con i tacchi, e alla lunga possono contrarsi in modo cronico, sollecitando il tendine di Achille, che viene maggiormente stressato e può perdere parte della sua elasticità, causando dolori cronici ai talloni.

 

Schiena

La compensazione a livello della schiena non è fisiologica e può portare prima a mal di schiena, in genere causato da contratture muscolari, e alla lunga a vere e proprie degenerazioni articolari (protrusioni, ernie, ecc).

 

IL TRUCCO PER EVITARE DANNI ALLA SCHIENA È ALTERNARE LE SCARPE


Portare uno stivaletto di 7-8 centimetri per periodi brevi non comporta alcun rischio.
 Per evitare problemi il trucco è alternare i diversi modelli e le diverse altezze, ad esempio tacchi alti e tacchi medi.

Un tacco di 5 centimetri permette di camminare senza stancarsi, uno di 3 centimetri è l’altezza ideale perché permette di compiere qualsiasi movimento, anche ballare.

E le zeppe? Possono essere un’alternativa per chi vuole guadagnare qualche centimetro in altezza. In questo caso il carico del peso viene distribuito meglio su tutto il piede, se la suola elastica. La maggior parte delle scarpe ha la scuola rigida, il piede non riesce a compiere il movimento corretto e di conseguenza il peso non si estende su tutta la pianta, ma solo su alcuni punti come succede con i tacchi a spillo.


Per camminare con un buon equilibrio, la regola vuole che il peso del corpo sia distribuito sul piede in modo simmetrico: il 50% sul tallone e il 50% sulla parte anteriore. Questa proporzione viene rispettata fino a che si indossano tacchi alti massimo 3 centimetri. Se il tacco è di 4 centimetri il peso si sposta in avanti del 60%, se di 8 centimetri, invece, del 90 per cento. In questo caso, ossa e articolazioni dell’ avampiede sono sottoposte a un grande sforzo.


Come per il cibo, dunque, anche per le calzature la parola d'ordine per rimanere in salute e giovare di una buona postura è “ variare “ !

 

Claudia Dominijanni, Osteopata D.O.

 

Pubblicato in News Osteopatia Roma