Anche le ballerine professioniste soffrono di lombalgia cronica

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Lombalgia cronica nei danzatori: perché molti soffrono di “mal di schiena”?

E bene si, anche le ballerine e i ballerini professionisti soffrono di lombalgia cronica e si affidano regolarmente ai trattamenti Osteopatici per mantenere in equilibrio il proprio stato di salute.

Nei paesi industrializzati il mal di schiena lombare cronico è una patologia molto frequente nella popolazione ed il suo trattamento comporta enormi costi per la società. Insieme alle malattie da raffreddore, il mal di schiena è la ragione più comune di visita al medico di base.

I dolori lombari inoltre costituiscono una delle principali cause di assenza dal lavoro e di richieste di visite specialistiche, indagini diagnostiche interventi vari, con conseguenti costi sanitari altissimi. Negli Stati Uniti sono state stimate cifre che si aggirano intorno ai 50 milioni di dollari l’anno .

Studi scientifici hanno riconosciuto la validità della valutazione e del trattamento osteopatico anche in presenza di dolore lombare cronico che, soprattutto se effettuato entro il primo mese dall’insorgenza del sintomo, restituisce al paziente il proprio equilibrio muscolo scheletrico, evitando interventi ed esami inutili oltre che onerosi .

 

Mal di schiena nello sportivo

Non sono esenti da questa patologia neanche gli atleti, sebbene diverse siano le cause e conseguentemente i trattamenti rispetto alla popolazione normale.

Nello specifico, nei danzatori esso è particolarmente legato alla massa corporea, all’età, al tipo di alimentazione, al tipo di danza praticata, al tipo di coreografie eseguite. Fattori predisponenti sono sicuramente tutte quelle varianti anatomiche che condizionano squilibri muscolari (scoliosi, differenza di lunghezza degli arti inferiori, asimmetria del bacino o rotazione sul piano coronale del bacino, alterazioni delle curve fisiologiche del rachide sul piano sagittale, senza dimenticare lo stato psico-fisico, la malocclusione, pregressi traumi, ecc). Altro fattore sicuramente da non sottovalutare è l’errore tecnico.

Si vuole sottolineare inoltre che la pratica della danza impone al corpo modificazioni del proprio atteggiamento per meglio rappresentare i diversi fondamentali (basti pensare al “collo del piede”) per apparire più aggraziati nelle movenze.

Per quanto riguarda la schiena, è richiesta, mediante esercizi di auto-allungamento, la rettilizzazione delle curve fisiologiche. Il ballerino/a svolge le curve del rachide e quindi modifica anche le forze che i propri muscoli esprimono a livello delle loro inserzioni ossee, modificando quindi la modalità con cui essi lavorano. Carichi di lavoro eccessivi possono danneggiare l’equilibrio funzionale del rachide, facendo comparire dolori. Gottschlich LM , in uno studio recente (2007) che ha coinvolto 141 ballerini professionisti di varie discipline del Salvador, ha evidenziato come l’ 85,8 % di essi sia affetto da LBP. Inoltre ha osservato che tale affezione è legata ad almeno 30 ore settimanali di allenamento.

La colonna è soggetta a molte forze durante la stazione eretta, la deambulazione e la pratica di attività sportive e non.

Concludendo: la danza se ben eseguita è sicuramente un metodo efficace per il normale sviluppo e mantenimento dell’ integrità anatomica e funzionale del rachide, ma in caso di sovraccarico di allenamento può comportare delle ripercussioni all’intero organismo. Questo è il caso delle pazienti che solitamente tratto, ognuna delle quali svolge circa 30 ore settimanali di allenamento, senza contare i periodi di sovraccarico dovuti da allenamenti extra in preparazione a gare e spettacoli.

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