Lombalgia cronica: ecco come farla passare!

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Nei paesi industrializzati il mal di schiena lombare cronico è una patologia molto frequente nella popolazione ed il suo trattamento comporta enormi costi per la società. Insieme alle malattie da raffreddore, il mal di schiena è la ragione più comune di visita al medico di base.

I dolori lombari inoltre costituiscono una delle principali cause di assenza dal lavoro e di richieste di visite specialistiche, indagini diagnostiche interventi vari, con conseguenti costi sanitari altissimi. Negli Stati Uniti sono state stimate cifre che si aggirano intorno ai 50 milioni di dollari l’anno.

Studi scientifici hanno riconosciuto la validità della valutazione e del trattamento osteopatico anche in presenza di dolore lombare cronico che, soprattutto se effettuato entro il primo mese dall’insorgenza del sintomo, restituisce al paziente il proprio equilibrio muscolo scheletrico, evitando interventi ed esami inutili oltre che onerosi.

 

Mal di schiena e discopatie

Quando si parla di mal di schiena la causa del sintomo è spesso attribuibile a protrusioni discali ed ernie.

Si arriva dall’ Osteopata disperati, dopo mesi di iniezioni, infiltrazioni, antinfiammatori ed altri rimedi che spesso, con gran sconforto del paziente, tendono a far peggiorare il dolore. 

 

Cosa provoca il "mal di schiena"?

Se una vertebra si sposta disallineandosi, questa si blocca, determinando un diverso fulcro di carico con conseguente compressione del disco, arrivando ad interessare il rispettivo nervo.

Il primo sintomo sarà il dolore e l’irrigidimento muscolare, a seguire alterazioni dell’alvo intestinale ed altri sintomi ad esso associati. Questi ultimi vengono spesso erroneamente ignorati o considerati come sintomi a sé stanti. Molto spesso invece, quando non sono conseguenti ad una situazione di squilibrio posturale, rappresentano addirittura la causa dell’insorgenza della lombalgia cronica.

 

Come è possibile?

"La struttura governa la funzione, e la funzione governa la struttura"

Questa è una delle regole fondanti la disciplina Osteopatica.

Nel caso specifico è quindi chiaro che un disallineamento vertebrale potrà avere conseguenze sulla funzionalità intestinale, ed allo stesso modo un colon irritabile, per esempio, potrà avere ripercussioni sulla postura, portando una o più vertebre a disallinearsi e ad attuare compensi che contribuiranno all’insorgenza di discopatie.

 

Come agisce l’Osteopatia sul mal di schiena?

L’Osteopatia ha un approccio causale, agisce perciò andando alla ricerca della causa e non lavorando unicamente sul sintomo.

In caso di mal di schiena da discopatia, infatti, se trattiamo il muscolo possiamo lenire il sintomo provvisoriamente ma il nervo che rappresenta la causa rimarrà comunque compromesso. Quindi non risolveremmo assolutamente nulla.

Per determinare se il tipo di lombalgia cronica sia di natura strutturale o viscerale, inoltre, vengono effettuati diversi test specifici.

 

Quali tecniche osteopatiche si utilizzano?

Le tecniche Osteopatiche utilizzate per questa sintomatologia sono rapide, delicate ed indolori.

L’Osteopata aiuterà la tua vertebra a ritrovare la sua corretta posizione, “sbloccandola” e scongiurando la compressione del disco e del nervo.

 

“L’ernia rientra? “

Questa è una domanda che fanno in molti.

Cerchiamo di fare chiarezza.

In caso di protrusione discale, fase che precede l’ernia, è possibile far rientrare la situazione.

Quando l’ernia è ormai dichiarata, invece, si lavora a livello sintomatologico, decomprimendo quest’ultima. L’ernia dunque, pur rimanendo al suo conquistato posto, non darà più fastidio e la condizione dolorosa tenderà a sparire.

 

Quante sedute dall'osteopata occorrono per trattare il "mal di schiena"?

In caso di protrusioni il numero di sedute Osteopatiche è decisamente più circoscritto, si parla di 2 -3 trattamenti. 

Le ernie, invece, andranno monitorate con trattamenti e richiami costanti e la frequenza verrà adattata al soggetto. Tendenzialmente si parla di una volta al mese e l’obiettivo sarà quello di arrivare ad una volta ogni due mesi circa.

 

Discopatie ed ernie sono le sole cause di lombalgia cronica e sciatalgia?

Decisamente no!

Uno dei motivi per cui molti pazienti provano di tutto senza alcun esito di miglioramento, talvolta addirittura peggiorando il proprio stato sintomatologico, è la scarsa considerazione da parte di molti approcci manipolativi di tutto ciò che circonda la zona dolorante. In questo caso specifico parliamo dei visceri presenti a livello lombare.

Parliamo di intestino, ed in particolar modo di radice del mesentere. Questa struttura è infatti una delle zone che, se in disfunzione, provoca una vera e propria sintomatologia dolorosa a livello delle lombari.

L’Osteopata attraverso test specifici individua la causa del tuo dolore lombare, distinguendo la LOMBALGIA STRUTTURALE da quella VISCERALE.

 

Ma che cosa è la radice del mesentere? 

È una lamina sierosa che si presenta come un ampio ventaglio ripiegato che s’inserisce sull’intestino tenue e si estende dall’angolo duodeno digiunale alla valvola ileo ciecale. 

 

Come è possibile che agendo a livello viscerale ci sia una risposta a livello strutturale lombare?

La disfunzione osteopatica è una restrizione di mobilità, cioè una riduzione della mobilità di un elemento corporeo; essa può dipendere da fattori di diversa natura: fattori traumatici, tossinici, viscerali, posturali, psico-emotivi, alimentari. Una restrizione di mobilità in una parte costringe il resto dell’organismo ad adattarvisi intorno, creando così compensi in altri distretti del corpo che spesso si traducono in sintomatologie più o meno gravi. La disfunzione viscerale non è altro che una perdita di mobilità che si viene a formare in un distretto specifico del viscere a causa di un cattivo scivolamento dell’organo con le strutture che lo circondano. Questa situazione può verificarsi per fattori intrinsechi nell’organo, interventi chirurgici, traumi diretti. Anche microtraumi perpetuati nel tempo però sono in grado di provocare disfunzioni osteopatiche viscerali. Le Viscere hanno superfici scivolose e sono in comunicazione con la colonna vertebrale per interposizione di altre strutture. Ad ogni movimento del rachide corrisponde un riflesso sugli organi corrispondenti, provocando il movimento di questi ultimi. Tensioni a questo livello possono alterare o restringere questi movimenti e stressare gli organi e la loro funzionalità.

In altri termini l’organo in questione resterà fissato ad altre strutture e non potrà più muoversi liberamente. Ciò produrrà disturbi alla vascolarizzazione aumentando così il malfunzionamento dell’organo stesso. Considerato il fatto che i visceri si ancorano alla parete addominale posteriore e sono quindi topograficamente in corrispondenza della colonna vertebrale, la loro immobilità porterà squilibri al rachide e per via riflessa ad altre zone del corpo non direttamente connesse con esso.

Appare perciò chiara la dinamica che fa sì che una disfunzione osteopatica della radice del mesentere possa arrecare ripercussioni sul rachide lombare, scatenando così dolore cronico.